🇮🇹 Una casa chiamata Italia: ANCR incontra gli alunni della Scuola Primaria “Sandro Pertini” di Piediripa
Una casa chiamata Italia: è stato questo il filo conduttore degli incontri promossi dall’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci – Sezione di Macerata – in occasione della Settimana della Cultura presso la Scuola Primaria “Sandro Pertini” di Piediripa, su invito della Maestra Imma Cerullo e del corpo docente.
Due incontri di 90 minuti ciascuno, dedicati rispettivamente alle classi 1ª-2ª-3ª e 4ª-5ª, hanno offerto agli alunni un percorso di educazione civica centrato sui simboli della Repubblica Italiana, sul significato della Patria e sul valore della responsabilità condivisa.
I simboli della Repubblica spiegati ai bambini
Attraverso un linguaggio semplice, inclusivo e adatto a classi culturalmente plurali, anche attraverso l’uso della LIM, il percorso ha accompagnato i bambini alla scoperta:
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della bandiera italiana, come segno di identità condivisa (è stata mostrata la bandiera della sezione ANCR di Macerata)
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dell’Inno di Mameli, cantato insieme in un momento di intensa partecipazione
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del Milite Ignoto, simbolo di memoria e rispetto. Toccante il video storico che testimonia la scelta di Maria Bergamas, il viaggio del feretro sul treno fino a Roma salutato dalla folla con fiori e bandiere al suo passaggio nelle stazioni, l’imponente cerimonia all’Altare della Patria con i combattenti decorati che portavano la bara a spalla fino al saccello
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della figura del Presidente della Repubblica, garante dell’unità nazionale (è stata ricordata la figura del combattente e partigiano Sandro Pertini, cui la scuola è intitolata)
I simboli sono stati presentati non come elementi formali, ma come strumenti che aiutano a comprendere i valori fondanti della convivenza civile: rispetto, memoria, pace, responsabilità.
La nascita dei Bersaglieri: velocità, disciplina e servizio
Particolarmente coinvolgente per gli alunni è stato il racconto della nascita dei Bersaglieri, fondati nel 1836 dal generale Alessandro La Marmora. A condurla, il presidente della Sezione ANB di Macerata e vice presidente ANCR Macerata, il bers. Ten. Carmine Posa.
Il corpo nacque con un’idea innovativa: soldati veloci, preparati, autonomi, capaci di muoversi rapidamente per difendere il Paese. Da qui la caratteristica corsa, che ancora oggi accompagna le fanfare bersaglieresche nelle cerimonie ufficiali, simbolo di energia, disciplina e spirito di squadra.
È stato spiegato ai bambini anche il significato del celebre cappello “Vaira” posto sulle 23, inclinato lateralmente, ornato dal piumetto di piume di gallo cedrone: non un semplice elemento decorativo, ma un segno distintivo di identità e appartenenza.
Accanto alla tradizione del tiro a bersaglio con la carabina, si è ricordata anche l’innovazione dei Bersaglieri ciclisti, tra i quali un ruolo di primo piano ebbe il maceratese Luigi Camillo Natali, figura che lega direttamente il territorio alla storia nazionale. La bicicletta divenne simbolo di modernità, agilità e spirito sportivo.
Il Decalogo di La Marmora e i “doveri” degli studenti
Un passaggio particolarmente apprezzato è stato il riferimento al Decalogo del generale La Marmora, che tutt’oggi indica ai Bersaglieri principi di disciplina, onore, lealtà e senso del dovere. Questi “doveri” sono stati riproposti in chiave educativa, tracciando un parallelismo con i doveri degli studenti:
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rispettare le regole
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impegnarsi nello studio
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aiutare i compagni
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non arrendersi davanti alle difficoltà
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sentirsi parte di una squadra
In questo modo la storia non è rimasta lontana, ma è diventata occasione concreta di riflessione e confronto: essere cittadini significa assumersi responsabilità verso sé stessi e gli altri, ciascuno nel proprio ruolo.
Una casa chiamata Italia: il valore della convivenza
La metafora proposta agli alunni è stata semplice e immediata: il mondo è una grande casa e ogni Stato è una stanza. Vivere insieme significa rispetto reciproco: non si entra nelle stanze degli altri senza bussare, non si impongono le proprie regole, non si spostano i “mobili” decidendo per gli altri.
In questo quadro, l’Italia è la stanza che condividiamo.
Una casa in cui si può provenire da origini diverse, ma nella quale si cresce insieme come cittadini.
Particolarmente significativo è stato il confronto con una platea composta da molti alunni italiani di seconda generazione: bambini attenti, curiosi, partecipi, che rappresentano concretamente l’Italia multiculturale di oggi.
Volti e storie: esempi concreti di cittadinanza
Per rendere vivo il messaggio, sono stati presentati esempi storici e contemporanei.
Si è parlato del giovane autore del Canto degli Italiani, il bersagliere Goffredo Mameli, del processo di unità nazionale attraverso il risorgimento legato a Giuseppe Garibaldi, del senso delle istituzioni incarnato da Sandro Pertini e dall’attuale Presidente Sergio Mattarella (mostrati dei video della cerimonia del 4 novembre 2025 ad Ancona), garante dell’Unità Nazionale.
Si è riflettuto sul valore della memoria attraverso il Milite Ignoto, sul coraggio civile di Salvo D’Acquisto, sulla solidarietà silenziosa di Gino Bartali, e sull’Italia contemporanea rappresentata da Paola Egonu e gli atleti impegnati nei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina.
L’emozione dell’Inno e l’incontro con i cittadini di domani
Uno dei momenti più intensi è stato il canto collettivo dell’Inno nazionale: voci diverse, storie diverse, ma una sola comunità. Confrontarsi con i cittadini di domani – gli italiani multiculturali di oggi, vivi, attenti e gioiosi – ha rappresentato per ANCR un’esperienza di grande valore umano ed educativo. La Patria, così raccontata, non è contrapposizione né chiusura, ma responsabilità comune. È memoria che diventa pace. È rispetto delle istituzioni come garanzia di libertà per tutti. Partecipazione entusiasta e consapevole.
ANCR esprime un sentito ringraziamento a Imma Cerullo e Cinzia Mengoni per aver reso possibile questo momento di dialogo autentico tra generazioni; grazie inoltre a tutte le insegnanti e al personale ATA della Scuola Primaria “Sandro Pertini” di Piediripa per la sensibilità e l’attenzione educativa dimostrate.
Perché una casa si costruisce ogni giorno.
E l’Italia è la casa che siamo chiamati a custodire insieme!












