Celebrazione dell'81° Anniversario della Liberazione di Macerata da Nazifascismo
LIBERAZIONE DI MACERATA: UNA MEMORIA A METÀ NON È GIUSTIZIA. È RIMOZIONE.
30 giugno 1944 – 30 giugno 2025
Anche quest’anno la città celebra la sua Liberazione ricordando solo una parte della verità.
Anche quest’anno, nella comunicazione istituzionale, si parla solo dei partigiani.
Anche quest’anno, si dimenticano i soldati del 2° Corpo Polacco, del Corpo Italiano di Liberazione, dei parà della Divisione Nembo, degli Alpini, dei Bersaglieri, del San Marco che combatterono, liberarono, proseguirono oltre. E che per questo, furono dimenticati.
Nessuna menzione per chi offrì il sacrificio più alto – in uomini, mezzi, sangue versato sulle alture della valle e le sponde del fiume Chienti – per la presa di Macerata.
Nessun segno per chi non si fermò a issare una bandiera, ma liberò la città e continuò a combattere in linea per giorni e giorni, per restituire libertà a tutta l’Italia, salvando anche le popolazioni dai bombardamenti (come a Filottrano).
La Repubblica, all’art. 3, comma 2 della Costituzione, si impegna a “rimuovere gli ostacoli” che impediscono la piena partecipazione alla vita pubblica.
Ma cosa impedisce, ancora oggi, di riconoscere tutta la verità?
Cosa giustifica questa persistente esclusione dalla narrazione pubblica?
Basta! Non se ne può più di una memoria che divide, invece di unire.
Non è solo profondamente ingiusto, è storicamente scorretto.
È ingratitudine istituzionale, perpetuata nonostante plurime fonti, studi, articoli, testimonianze.
Noi di ANCR Macerata, che rappresentiamo la memoria di tutti i combattenti, diciamo con forza:
non c’è Liberazione senza verità. Non c’è giustizia nella commemorazione, se si esclude chi combatté davvero.
Ricordare significa includere. Tacerli è tradirli.
Che la storia torni a essere di tutti, non di chi la strumentalizza.









