ANCR presente alla toccante cerimonia in onore degli IMI Internati Militari Italiani “Fulgido esempio di dignità e coraggio”
Domenica 1° febbraio 2026, alle ore 17.00, presso il Teatro delle Logge di Montecosaro, il Centro Studi Montecosaresi e l’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci – Sezione “Luigi Torresi”, con il patrocinio del Comune di Montecosaro, invitano la cittadinanza a partecipare a un evento di alto valore storico e civile in occasione del Giorno della Memoria.
MONTECOSARO – Un appuntamento che non si limita al rito commemorativo, ma che intende interrogare la memoria, riportandola alla sua funzione più autentica: dare voce a chi è stato dimenticato, restituire dignità alle storie rimosse, e trasformare il ricordo in consapevolezza.
Cuore dell’incontro sarà la testimonianza diretta di Giambattista Boldrini, deportato e internato nel Lager di Kahla nel 1944. La sua voce, fragile ma lucidissima, rappresenta una di quelle rarissime occasioni in cui la Storia smette di essere racconto astratto e torna a farsi esperienza umana viva, capace di parlare soprattutto ai giovani (la sua testimonianza è anche confluita nel volume “Centenari che raccontano la storia ai giovani”, curato da Igino Colonnelli direttore del centro studi “Don Enrico Pocognoni” di Braccano). A dialogare con lui sarà Mauro Radici, vicepresidente ANCR – Federazione di Macerata, in un’intervista pensata per accogliere il racconto senza forzature, lasciando che siano i fatti, più che le ideologie, a parlare.
Un secondo momento di forte impatto emotivo e riflessivo sarà la proiezione del documentario I dimenticati di Stato di Roberto Zamboni, dedicato agli Internati Militari Italiani (IMI): una pagina della storia nazionale rimasta a lungo ai margini della memoria pubblica.
Zamboni è anche colui che riuscì a rintracciare il luogo di sepoltura del soldato Pino Fava, fucilato dai tedeschi nel gennaio 1945, compagno di prigionia e amico fraterno del montecosarese Costantino Silvio Quattrini, detenuto nel campo di lavoro di Hammelburg (Stalag XIII-C).
Proprio il diario di prigionia di Quattrini – pubblicato a cura del Centro Studi Montecosaresi e della famiglia – era stato presentato nello stesso teatro il 27 gennaio dello scorso anno, alla presenza delle nipoti giunte dalla Liguria per ricostruire la storia del nonno: le motivazioni della condanna, le sue ultime parole, il luogo della sepoltura. Un passaggio simbolico potentissimo, che dimostra come la memoria non sia mai un fatto privato, ma una responsabilità collettiva.
Il terzo contributo sarà affidato al prof. Fabrizio Quattrini, presidente del Centro Studi Montecosaresi e segretario ANCR, che presenterà i risultati di un lavoro di ricerca sugli IMI montecosaresi e maceratesi: documenti d’archivio, dispersi, rientro delle salme, conferimenti delle Medaglie d’Onore ai familiari. Un lavoro paziente e rigoroso, che restituisce nomi e storie là dove per decenni c’è stato solo silenzio.
Nel corso del pomeriggio, sarà proposta inoltre una riflessione dal titolo “IMI: verità scomode”, per affrontare con onestà intellettuale una domanda ancora aperta: perché per troppo tempo si è parlato poco degli Internati Militari Italiani? Una riflessione che non divide, ma invita a superare letture parziali e strumentali della storia, ricordando che la Memoria – per essere davvero tale – deve avere il coraggio di includere anche ciò che è stato rimosso.
A conclusione dell’incontro, l’intervento della sindaca di Montecosaro, Lorella Cardinali.
Un evento aperto a tutti i cittadini, alle autorità civili, militari e religiose, alle associazioni culturali, sportive, ricreative e d’arma, e in particolare alle famiglie e ai giovani, perché la Memoria non appartiene al passato, ma interroga il presente e chiama ciascuno di noi a una scelta di responsabilità.









