Questo intervento non intende in alcun modo sostenere organizzazioni, simbologie o nostalgie politiche riconducibili al fascismo, né relativizzare il giudizio storico sulla RSI. Intende soltanto affermare, nel solco della Costituzione repubblicana e dei suoi valori antifascisti, che la pietà per i caduti e l’ascolto delle testimonianze non possono essere automaticamente degradati ad apologia. Lo diciamo anche alla luce di un’esperienza vissuta a San Severino Marche, nel ricordo di due vittime di rappresaglia: quando si commemorano giovani vite spezzate dalla violenza del tempo di guerra, il compito di un’associazione combattentistica non è riaprire appartenenze, né assolvere scelte politiche, ma restituire dignità alla memoria, sottraendola tanto alla rimozione quanto alla propaganda. (Mauro Radici)
Dopo la commemorazione del 21 giugno al cimitero comunale di Sarnano, organizzata per ricordare i caduti della cosiddetta “Strage di Sarnano”, si è aperto un duro confronto politico.
Il gruppo consiliare “Insieme per Sarnano” ha presentato un’interrogazione e interessato la Prefettura per via della partecipazione del consigliere comunale di maggioranza Alessandro Bruschi; il segretario provinciale del Partito Democratico, Angelo Sciapichetti, ha chiesto chiarimenti all’Amministrazione comunale parlando di episodio “inaccettabile e vergognoso”; l’on. Irene Manzi del PD ha annunciato un’interrogazione parlamentare.
In questo clima, di fronte alle polemiche sorte, riteniamo necessario riportare il confronto su un piano più alto, serio e rispettoso della verità. Occorre misura e responsabilità, e sopratutto attenersi ai fatti, perché onorare dei caduti non può essere automaticamente confuso con l’apologia del fascismo.
La Costituzione repubblicana, che conosciamo e rispettiamo integralmente, vieta la riorganizzazione del disciolto partito fascista. È un principio fondamentale dell’ordinamento democratico italiano. Ma proprio il rispetto della Costituzione impone misura, rigore e responsabilità: non ogni atto di memoria, non ogni deposizione di una corona, non ogni raccoglimento davanti a dei caduti può essere automaticamente trasformato in apologia di fascismo.
Onorare dei morti non significa assolvere una stagione politica. Ricordare una strage non significa riabilitare la Repubblica Sociale Italiana. Ascoltare le testimonianze di chi, allora appena ragazzo, visse quei giorni drammatici non significa aderire a una nostalgia. Significa riconoscere che la storia italiana del Novecento è stata anche una tragedia civile, familiare, comunitaria, nella quale il dolore non può essere concesso o negato in base all’appartenenza.
Un’associazione combattentistica come la nostra non può accettare che il ricordo dei caduti venga usato come terreno di scontro politico permanente. I caduti non sono materiale da propaganda. Non lo sono quelli della Resistenza, non lo sono quelli delle Forze Armate regolari, non lo sono i civili, non lo sono nemmeno quelli della RSI che si trovarono dalla parte storicamente sconfitta. La pietà non cancella il giudizio storico, ma impedisce che il giudizio storico diventi disumanità.
Per questo preoccupa il linguaggio usato in queste ore. Parlare di “scene dell’orrore”, di “vergogna”, di “fantomatiche sigle”, di “canzoni del Ventennio” e di “canzonacce fasciste” senza distinguere con precisione ciò che è realmente avvenuto rischia di avvelenare il clima pubblico, non di difendere la democrazia.
Se – come si evince dal video di Fermo TV che abbiamo visto – nel corso della commemorazione sono stati eseguiti il Canto degli Italiani, il Silenzio fuori ordinanza e l’Inno a Roma di Giacomo Puccini, ci chiediamo con estrema chiarezza: quali di questi brani sarebbero “canzonacce fasciste”? L’inno nazionale della Repubblica? Un momento musicale di raccoglimento comunemente associato all’onore ai caduti? Un brano patriottico composto da Puccini nel 1919? Se vi sono stati altri canti o altri gesti specifici, vengano indicati con precisione, senza allusioni generiche e senza semplificazioni strumentali.
La democrazia non si difende deformando i fatti. Si difende distinguendo. Si difende rispettando le leggi. Si difende affidando eventuali valutazioni di rilievo giuridico agli organi competenti, non al processo mediatico. Si difende anche con la capacità di ascoltare, almeno una volta, le parole di chi quelle vicende le ha vissute sulla propria pelle.
Per questo, a chi oggi parla con tanta durezza, rivolgiamo un invito semplice: prima di condannare, partecipi. Prima di giudicare, ascolti. Prima di usare la memoria come arma politica, si confronti con le famiglie, con i testimoni, con i luoghi, con le ferite ancora aperte di una comunità.
L’antifascismo costituzionale non ha bisogno di trasformarsi in censura della pietà. La Repubblica è abbastanza forte da distinguere tra apologia e memoria, tra nostalgia e raccoglimento, tra propaganda e dolore.
Le associazioni che ricordano combattenti o caduti della RSI non sono, di per sé e automaticamente, illegali. Potrebbero diventarlo se la loro attività travalicasse la memoria dei defunti e assumesse carattere di propaganda, esaltazione del fascismo, riorganizzazione politica del disciolto partito fascista, manifestazione esteriore fascista in senso penalmente rilevante, oppure istigazione all’odio o alla discriminazione… Nal caso di Sarnano, spetta alle autorità competenti valutare eventuali condotte specifiche, ma è giuridicamente scorretto sostenere a priori che una commemorazione di caduti, pur della RSI, sia automaticamente vietata o che un’associazione commemorativa sia automaticamente illegale.
Chiediamo quindi alle forze politiche e a tutti i soggetti coinvolti di abbassare i toni, chiarire i fatti con serenità e respingere ogni strumentalizzazione.
La storia non va manipolata. La Costituzione non va brandita come una clava. I morti, tutti i morti, non vanno trascinati ogni volta davanti a un tribunale ideologico.
Una comunità matura non è quella che cancella le memorie difficili. È quella che sa attraversarle con verità, dignità e misura.
Sitografia:
https://www.ilrestodelcarlino.it/macerata/cronaca/omaggio-alla-rsi-il-caso-fd6d638d
https://www.corriereadriatico.it/macerata/sarnano_caduti_rsi_bruschi_forza_italia_cerimonia_pd_insorge_morti_tutti_uguali-9632304.html
https://picchionews.it/politica/sciapichetti-a-sarnano-episodio-inaccettabile-e-vergognoso
https://picchionews.it/politica/canzonacce-fasciste-e-promessa-di-un-nuovo-monumento-ai-repubblichini-l-amministrazione-prenda-le-distanze-da-bruschi
«Manifestazione fascista a Sarnano, da chi è stata autorizzata? E’ un fatto vergognoso e inaccettabile»
Il video di Fermo TV:
https://www.youtube.com/watch?v=dzLX6z2hml8







