ASSOCIAZIONE NAZIONALE COMBATTENTI E REDUCI – STORIA DELL’ASSOCIAZIONE

Associazione nazionale combattenti – ANC, 1918 – 1947
Associazione nazionale combattenti e reduci – ANCR, 1947 –

L’Associazione Nazionale Combattenti venne fondata a Roma il 4 novembre 1918, assumendo in breve tempo una notevole importanza per il numero degli aderenti e per i problemi che da essa furono agitati. La legge del 19 aprile 1923, n. 850, affidò all’Associazione la rappresentanza degli interessi morali e materiali dei reduci e la loro tutela presso il Governo e presso l’Opera nazionale combattenti. Il successivo regio decreto 24 giugno 1923, n. 1371, la eresse in ente morale avente personalità giuridica di diritto pubblico; con lo stesso decreto ne venne approvato lo statuto organico.

Nel 1947 l’Associazione nazionale combattenti si fuse con l’Associazione nazionale reduci dalla prigionia, assumendo la nuova denominazione di Associazione nazionale combattenti e reduci.

In seguito all’emanazione del d.P.R. 24 luglio 1977, n. 616, attuativo della legge 22 luglio 1975, n. 382 sull’ordinamento regionale e sull’organizzazione della pubblica amministrazione, l’Associazione fu inserita al punto 38 della “tabella B”, allegata al suddetto d.p.r., il cui art. 115 precisava che “gli enti di cui all’allegata tabella B, che abbiano una struttura associativa, continuano a sussistere come enti morali assumendo la personalità giuridica di diritto privato con il decreto del Presidente della Repubblica emanato ai sensi dell’articolo precedente e ad essi individualmente relativo. Essi conservano la titolarità dei beni necessari allo svolgimento delle attività associative, nonché di quelle derivanti da atti di liberalità o contributi degli associati”.

Con i successivi d.P.R. 30 settembre 1982, n. 811 e 10 marzo 1986, n. 127, vennero approvati due testi dello statuto associativo. In particolare, l’ultimo, risultante dalle deliberazioni del congresso nazionale del 13 ottobre 1984 e del consiglio direttivo centrale del 4 ottobre 1985, ne delineò gli obiettivi e l’organizzazione odierni.

(Testo rielaborato a partire dal sito LombardiaBeniCulturali )

SCOPI DELL'ASSOCIAZIONE

SCOPI

L'Associazione si propone :

a) Il culto della Patria;

b) La glorificazione dei Caduti in guerra, nei campi di prigionia e di internamento, e la perpetuazione della loro memoria;

c) La difesa dell'unità e dei valori della Nazione e della Costituzione Repubblicana;

d) L'affermazione della giustizia ed il mantenimento della pace tra i popoli, il consolidamento dei vincoli di fraternità fra tutti, in Italia ,in Europa e nel mondo;

e) La partecipazione attiva alla risoluzione dei problemi sociali;

f) la promozione di tutte le iniziative atte a difendere ed a realizzare tra gli associati, i cittadini ed in particolare i giovani, i principi di una concreta operante solidarietà nazionale;

g) La ricerca e la documentazione culturale e storica sul combattente italiano ed i valori che l'hanno ispirato e la conseguente divulgazione al fine di facilitarne la conoscenza da parte delle nuove generazioni.

L'Associazione potrà svolgere attività direttamente connesse a quelle istituzionali, ovvero accessorie in quanto integrative delle stesse, nei limiti consentiti dal D. Lgs. 04.12.1997 n. 460 e successive modificazioni ed integrazioni.

ATTIVITÀ

Fra le attività svolte:

- Commemorazione delle più importanti ricorrenze Nazionali sotto indicate, con possibilità di organizzare mostre, convegni e manifestazioni pubbliche:

27 gennaio: Giornata della Memoria

10 febbraio: Giorno del Ricordo

9 maggio: Giornata della memoria per le vittime del terrorismo interno e internazionale e delle stragi di tale matrice;

17 marzo: Giornata dell'Unità Nazionale, della Costituzione, dell'inno e della bandiera;

25 aprile: Festa della Liberazione

2 giugno: Festa della Repubblica;

4 novembre: Festa dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate;

12 novembre: Giornata del ricordo dei caduti militari e civili nelle missioni internazionali di pace.

e quant'altro possa riferire agli scopi dell'Associazione.

Associazione Nazionale Combattenti nel PRIMO DOPOGUERRA

L’Associazione dei Combattenti e Reduci fu fondata nel 1919 dai reduci della Grande Guerra. L’idea nasceva a Milano, il 17 aprile del 1917, durante un’assemblea dei mutilati di guerra nei locali della Lega Antitedesca. L’assemblea, presieduta dai reduci Ettore Ferrari e Virginio Galbiati, sosteneva la necessità di costituire un’associazione diretta a tutelare i diritti degli ex combattenti rimasti feriti durante gli scontri. L’assemblea ha immediatamente incontrato l’adesione degli ufficiali reduci dal fronte. L’incontro successivo, tenutosi il 29 aprile 1917, sancì la nascita dell’A.N.M.I.G., e in quella data furono fissate le finalità e lo Statuto dell’Associazione. Più di un autore fissa la data della nascita dell’A.N.C. al 4 novembre 1918, riferendosi alla paternità dell’iniziativa assunta dall’Associazione Mutilati ed Invalidi di Guerra, che tra l’altro mise a disposizione anche le proprie strutture organizzative per l’inquadramento dei Combattenti in una propria Associazione. Ma soltanto il 18 febbraio 1919, si diede vita ad una sezione autonoma Combattenti, con finalità di carattere nazionale (anche se una Sezione Combattenti, promossa e voluta dalla sezione locale dell’ A.N.M.I.G, era già sorta a Parma nel ’18). In poco tempo, in molte parti d’Italia, si assistette alla formazione di numerose Sezioni che raccolsero un elevatissimo numero di aderenti. Gli associati si raccoglievano attorno ad un programma che aveva in parte carattere rivendicativo, ma che tendeva soprattutto a far ottenere all’Associazione un peso politico e sociale nella vita nazionale. Nel primo statuto associativo, stilato ed approvato nel 1919, veniva proclamata “l’assoluta indipendenza dell’A.N.C. da ogni e qualunque partito politico, pur non rinunciando l’Associazione ad assicurare il concorso dei combattenti all’azione politica e sociale, facendo propria la causa e gli interessi di tutto il popolo d’Italia.” Gli ex combattenti rivendicavano nell’ambito della collettività un’adeguata considerazione, non soltanto per i sacrifici sopportati durante la guerra e per i conseguenti danni ricevuti, ma anche perché si proclamavano portatori di nuove idealità politiche. Il primo Statuto dell’A.N.C. fu redatto nel 1919 ma solo nel 1923 (secondo Congresso Nazionale svoltosi a Napoli in febbraio) l’A.N.C. assunse il carattere fondamentale di un’istituzione al di fuori e al di sopra di ogni partito, principio ribadito nella formulazione di un nuovo Statuto. Il nuovo Statuto del 1923 provvide a riformulare la parte procedurale ed amministrativa dell’associazione, ma anche a codificarne una ideologia vera e propria. Durante le elezioni politiche della primavera del 1924, trenta ex combattenti inclusi nella «lista nazionale» vennero eletti deputati. Mussolini pensava che così, nonostante alcune resistenze antifasciste in seno all’A.N.C., avrebbe raggiunto lo scopo di ottenere piena e leale collaborazione politica da parte degli ex combattenti. Ciò non avvenne perché, nel giugno dello stesso anno, veniva assassinato, da parte di una banda fascista, Giacomo Matteotti. Una tempesta politica scosse il Paese e la stampa combattentistica fu unanime nel deplorare il delitto. Poco più di un mese dopo quel fatto di sangue, si arrivò al Congresso di Assisi. Sin dall’inizio dei lavori dell’Assemblea si era subito notata un’atmosfera di ostilità al fascismo. Dopo le prese di posizioni di una maggioranza contraria alla collaborazione con il nuovo regime, e di una minoranza di chiara marca fascista che tendeva a ricucire lo strappo, si profilava una spaccatura tra i delegati, e questo lo si voleva comunque evitare. Alla fine si riuscì a raggiungere un accordo che condizionava il rinnovato appoggio al governo al ristabilimento della legalità e della piena sovranità dello Stato. Nonostante il compromesso, la spaccatura si allargò sempre più. L’A.N.C., nell’autunno del 1924, si rifiutò di partecipare alle celebrazioni della marcia su Roma. Inoltre, in occasione delle manifestazioni del 4 novembre i cortei patriottici furono, in molte località, aggrediti dalle squadre fasciste. In tale clima l’autonomia e l’indipendenza dell’A.N.C. erano segnati. Infatti, nel marzo del 1925, gli organi centrali nominati ad Assisi, vennero sostituiti da un triumvirato di nomina governativa. Mussolini si avvalse dei poteri di controllo sull’Associazione che gli erano stati conferiti dal decreto del 24 giugno 1923, e sciolse il Comitato nazionale sull’A.N.C., affidando Federazioni e Sezioni a commissari fascisti.

Associazione Nazionale Combattenti e Reduci nel SECONDO DOPOGUERRA

Dopo la Seconda guerra mondiale, una situazione analoga a quella del primo dopoguerra (1919-1920), aggravata dalla pesante sconfitta militare subita dall’Italia, tornò a verificarsi per la gran massa di disoccupati e per i licenziati delle industrie (gennaio-febbraio 1946). Al malcontento della popolazione si aggiunse quello di reduci ed ex partigiani. Ci fu inoltre poca disponibilità degli ex combattenti e dei reduci verso i partiti in genere e verso una loro volontà di coagulo attorno ad un progetto politico, come era avvenuto nel 1919. In tale contesto, anche dopo la fusione con l’Associazione Nazionale Reduci della Prigionia (composta da quei militari che erano reduci dal fronte senza aver preso parte ad eventi bellici, o che erano stati fatti prigionieri dopo le vicende dell’8 settembre 1943), l’A.N.C., assumeva un carattere prettamente assistenziale, non trascurando peraltro di prodigare tutte le sue energie per ottenere dalle autorità governative gli aiuti e le provvidenze — anche di natura legislativa — per consentire ai reduci di guerra e della prigionia il reinserimento nella vita della Nazione. Nell’ottobre del 1946 venne modificato il nuovo Statuto dell’A.N.C., e a Salerno, durante il congresso del 1947, venne approvata la nascita dell’A.N.C.R., Associazione Nazionale Combattenti e Reduci.
Questi settanta anni, che rappresentano la vita e la storia dell’A.N.C.R., sono anche la storia di due generazioni attraverso un secolo. Gli uomini di queste due generazioni appaiono, sotto il profilo storico, diversi per cultura ed educazione, ma uniti dalla drammatica esperienza della guerra.
L’Associazione nata a Salerno è un organismo che si propone di: promuovere il culto della Patria, dei Caduti e della loro memoria; la difesa dei valori morali e delle istituzioni democratiche; l’affermazione della giustizia e del mantenimento della pace tra i popoli; la partecipazione alla soluzione dei problemi sociali del Paese; il riconoscimento dei diritti dei combattenti, la difesa dei diritti da essi acquisiti e l’assistenza ai propri associati per superare le difficoltà della vita. L’Associazione, sin dalle sue origini, si impegna a richiamare il governo all’osservanza dei contenuti dell’ordinamento statuale della Nazione, e a concorrere in maniera determinante alla soluzione di delicati problemi sociali. Un impegno che l’Associazione porta ancora avanti, per permettere il reinserimento nella vita sociale degli ex combattenti e per garantire il giusto risarcimento a chi ha patito danni fisici durante gli scontri, ma anche per coloro che, come le vedove e gli orfani di guerra, durante la guerra hanno perso i propri cari.